Del sublime

Non soltanto il cielo stellato, ma lo spettacolo di divette che ballano può essere sublime. Può cioè mostrarci l’abisso che la vita può porre tra se’e il piccolo individuo che vedrà sempre tutto attraverso un vetro spessissimo: lo scintillio dei diamanti o l’arcuarsi di quei bei corpi di cui desidera l’abbraccio. Nel sublime l’individuo riscatta la sua piccolezza, ad esempio qui, mediante la riflessione che l’innalza, ma quei giovani corpi si fanno beffe della nostra riflessione e si concedono beati all’abbraccio altrui. Per compenso si è capito ancora un passo dei Principia Mathematica o non ha più segreti il settimo libro della Metafisica. L’idea della immortalità si lega all’idea di un bel corpo; ma, mentre quei corpi millantano la vita, l’idea di verità che da quelli abbiamo appreso, c’è lì fa vedere già cadaveri.

Francesco G Bissoli.

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