A Se Stesso. Giacomo Leopardi.

Or poserai per sempre,

Stanco mio cor. Peri’ l’inganno estremo,

Ch’eterno io mi credei. Peri. Ben sento,

In noi di cari inganni,

Non che la speme, il desiderio è spento.

Posa per sempre. Assai

Palpitasti. Non val cosa nessuna

I moti tuoi, ne di sospiri è degna

La terra. Amaro e noia

La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.

T’acqueta ormai. Dispera

L’ultima volta. Al gener nostro il fato

Non donò che il morire. Ormai disprezza

Te, la natura, il brutto

Poter che, ascoso, a comun danno impera,

E l’infinità vanità del tutto.

Recanati 1835. G Leopardi.

9 Comments

  1. Leopardi. Assolutamente un grande che ha saputo raccontare il suo pessimismo , che qui raggiunge punte alte,nella maniera più poetica possibile. Bellissima poesia. Per ringraziarti per averla postata, ti lascio una mia poesia , Spero tu gradisca. Ciao. Buonanotte. Isabella

    Io nel pensier mi fingo

    Ho paura.
    Mi chiudo
    come
    in una crisalide.
    Son bozzolo
    e non farfalla.
    Mi aggiro,
    fantasma di me stessa,
    senza percepire
    voci,
    lontana dagli altri.
    Ma ecco allor
    che ” io nel pensier mi fingo”.
    Immagino
    di volare,
    perdermi
    libera
    nel cielo infinito.
    Come rondine,
    che torna
    ancora
    al proprio nido.

    Isabella Scotti giugno 2017
    testo : copyright legge 22 ottobre 1941 n° 633

    incipit ”Io nel pensier mi fingo ” dall’ Infinito del Leopardi

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