Umberto Galimberti sul pensiero di Emanuele Severino, da “Il tramonto dell’Occidente”, parte XIII “L’essenza del nichilismo e il senso del tramonto”, pp. 560-561

Il pensiero di Emanuele Severino nella sua "regale solitudine" rispetto all'intero pensiero contemporaneo

“Il profilo è alto e le obiezioni che nascono dagli “abitatori del tempo” non raggiungono e non contrastano la verità dell’essere indicata da Severino, perché sono figlie della persuasione, sono espressioni che non sporgono dal suo ambito e non la mettono in gioco.

Per questo il pensiero di Severino è soggetto ai più svariati fraintendimenti, perché la lettura avviene perlopiù a livello di contenuti dove solitamente si concentrano le attese, mentre il discorso si muove prima dell’evento contenutistico, là dove la forma ha già in qualche modo giocato in anticipo tutti i contenuti prima del loro accadimento, prima della trama domanda e risposta dove solitamente si concentra la folla. In questa folla incontriamo non tanto e non solo gli uomini della strada, ma gli uomini della religione, gli uomini della politica, gli uomini della scienza, gli uomini della filosofia (…)

Chi come i sostenitori del “pensiero debole”, colloca Severino…

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